Traduzione: perché l’intelligenza artificiale non ha ancora superato l’uomo

Uomo o macchina?


Traduzione e intelligenza artificiale: il superamento della Torre di Babele o un salto nel vuoto che rischia di penalizzare la comprensione e la precisione delle traduzioni? La domanda, che può sembrare il solito cliché di chi non si piega all'avvento delle soluzioni tecnologiche più avveniristiche, in realtà pone il focus su una questione molto importante: uomo o macchina? Secondo un recente sondaggio delle società americane Selecthub e Forrester, il 41% degli intervistati teme di perdere il lavoro nei prossimi 5/10 anni a causa dell'automazione e dell'intelligenza artificiale, ovvero di quel'abilità di un sistema tecnologico di risolvere problemi e svolgere compiti tipicamente umani. La traduzione automatica neurale è un'opportunità unica che traccia nuovi confini e strade da percorrere. Ma non potrà, almeno per i prossimi decenni, superare l'uomo. E noi ti spieghiamo perché.

Oltre le parole

L'avvento di Google Translate ha diffuso su larga scala un nuovo concetto, quello della traduzione automatica statistica. Novanta combinazioni linguistiche, semplice da utilizzare, gratis: Translate sembrava mettere il punto su un nuovo modo di tradurre. Il problema era il grado di approssimazione che spesso produceva risultati a dir poco esilaranti. La traduzione aveva ancora bisogno dell'intervento umano, i dati statistici non erano sufficienti a garantirne l'effettiva validità.

Il punto di svolta è arrivato nel 2016 con il comunicato di Google Brain relativo al rilascio di un nuovo sistema di traduzione automatico basato sulle reti neurali. Una svolta epocale che ha posto le basi per un futuro possibile in cui la traduzione automatica potrà essere sovrapposta a quella umana. La rete neurale lavora in modo diverso da quella statistica: elabora i dati inserendoli in sistemi ridotti che presentano un'alta densità semantica. Grandi vantaggi quindi ma non bastano a sostituire l'uomo.

L'intelligenza artificiale non correla le parole al contesto

Tradurre non vuol dire trovare l'esatta equivalenza di una parola da una lingua all'altra. Può capitare di trovare in una lingua un sostantivo con due diversi significati. Prendiamo la parola tear in inglese che vuol dire lacrima oppure strappo. Per capire il significato adatto occorre contestualizzare la traduzione, correlandola al resto del testo, un'operazione che soltanto un traduttore "umano" può compiere. 

L'intelligenza artificiale non comprende la cultura

Non è ancora possibile programmare una macchina in modo che possa capire la cultura di un popolo. Ogni idioma porta con sè elementi lessicali unici che appartengono a quel determinato contesto culturale. Un madrelingua padroneggia e conosce il gergo locale, gli slang, i modi di dire. Per quanto questo possa essere una sfida futura per le macchine, queste non possono ancora riconoscere e tradurre in base al contesto culturale.

L'intelligenza artificiale non riconosce lo stile e il tono

I contenuti non hanno tutti lo stesso tono. Uno può essere divertente, l'altro persuasivo, un altro ancora tecnico. Tradurre lo stile vuol dire puntare il focus sul significato di quel documento e catturare l'atmosfera e il messaggio che deve arrivare al pubblico. L'intelligenza artificiale non può comprendere le sfumature e il rischio è di offrire ai clienti una traduzione piatta del testo.

L'intelligenza artificiale sta diventando sempre più efficiente ma non può ancora eguagliare l'ingegno umano. Ogni traduzione, anche la più simile all'originale, avrà sempre bisogno di copywriter e correttori di bozze, anche madrelingua, per rendere il testo comprensibile e corretto grammaticalmente. Il professionista inoltre sarà in grado di ritoccare il contenuto localizzandolo e migliorandolo per il pubblico di destinazione. Questi sono alcuni dei plus che ti offre TraduciMela, il servizio di traduzione professionale con traduttori madrelingua/bilingue. Con pochi click ti assicuri la traduzione localizzata dei tuoi testi, gestendoli direttamente dalla piattaforma, evitando così lunghi scambi di mail. Cosa aspetti? Registrati subito!

 

Autore: Monica P.

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